Essi come un libro scrivono me
Da un’intervista di Anna Condello a Josif Brodskij.
A. C. Quando Lei scrive, ritorna su quanto ha scritto, modifica qualcosa, cioè lavora sui versi?
J. B. Talvolta si, talvolta no. Più spesso no. Perché tornare su ciò che hai scritto, specialmente dopo un mese, dopo due, è impossibile. Tu sei già un altro uomo. Sempre in qualche luogo, te ne vai da te stesso. Penso di essere un poeta al massimo grado formale. E penso che ogni mia opera artistica abbia la sua propria forma. Non dico a me stesso: «scrivo versi di questa o di quella dimensione». Perché quando inizio a scrivere versi non c’è una scelta. Tu non scegli la forma. I versi stessi, fino ad un certo punto, dettano. Ci sono dei versi meravigliosi. Traduzione di Pasternak. Sono versi proprio di Pasternak. E cominciano così:Non io scrivo versi
Essi come un libro scrivono me
E il corso della vita li fa nascere.
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